Sarà Aquilonia il Comune capofila della Città dell’Alta Irpinia. L’assemblea dei 25 sceglie la via della linearità, cioè di far coincidere presidenza e capofila per non creare doppioni o svilire il ruolo dell’uno o dell’altro soggetto. Il problema era sorto dopo la richiesta del ministero per la Coesione di definire una volta per tutte la nuova governance, dato che nei documenti in possesso dagli uffici romani risultava ancora Nusco.
Nonostante le riserve del sindaco di Cassano Irpino Salvatore Vecchia e di diversi suoi colleghi circa la capacità di una macchina amministrativa con poco personale di gestire procedure complesse, il presidente e sindaco di Aquilonia Giancarlo De Vito accetta la sfida. “Certo non avrei fatto il passacarte, quindi per me sarebbe andato bene anche un altro paese – era stata la premessa di De Vito – ma a costo che fossero ben stabiliti i confini di responsabilità, perché io non resto qua a convocare le commissioni mentre il capofila fa e disfa”.
A proporre Aquilonia sono il sindaco di Cairano Luigi D’Angelis e Rosanna Repole per Sant’Angelo dei Lombardi, che a inizio dicembre si erano dichiarati a favore di Calitri capofila e di una ridefinizione delle competenze in capo al capofila e al presidente, così da non creare ambiguità. Lo fa notare Vecchia che però non dà la soluzione al problema. Ma la delegata di Marandino rilancia: “Aiuteremo De Vito con il personale dei nostri Comuni, io ad esempio posso chiedere alla ragioneria”.
La discussione è aspra, tesa, snervante. Va avanti per ore. “Sono preoccupato di questa scelta – è il commento del sindaco di Lioni, Yuri Gioino che aveva dato la disponibilità del suo paese -. Anche perché fare il capofila è una grossa responsabilità e io, ma pure gli altri, verrò a chiedere conto del lavoro che si fa”. E a chi gli fa notare che Lioni ha già l’onere della gestione del cospicuo finanziamento di Borgo 4.0, Gioino replica: “Abbiamo già chiuso tutte le gare, devono solo partire i cantieri”.
L’assemblea è quasi al completo. Mancano Nusco, Rocca San Felice e Montella. Ma i toni sono esasperati, c’è insofferenza per la lentezza delle decisioni (leggi anche qui il capitolo strade). “Due ore per non decidere sulle strade e due ore per il capofila”, sottolinea Gelsomino Centanni per Calabritto. “Cerchiamo di essere più concreti e precisi”, è il commento di Francescantonio Siconolfi per Guardia Lombardi. “Iniziamo a votare sulle cose e a non scandalizzarci di eventuali minoranza e maggioranze”, aggiunge il sindaco di Sant’Andrea di Conza Pompeo D’Angola. Non riscuote successo, infine, l’idea di coinvolgere le opposizioni consiliari nelle commissioni. Da Sant’Angelo a Morra De Sanctis passando per Calabritto l’opzione viene rispedita al mittente.